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Gli ambienti di lavoro cambiano, così come anche i dipendenti attraverso l’innovazione. In particolare, è la realtà virtuale a fare la differenza all’interno di un contesto aziendale. Si tratta di una realtà simulata, un ambiente tridimensionale costruito al computer al quale si può accedere attraverso dispositivi informatici che proiettano chi li utilizza in uno scenario realistico.

La realtà virtuale punta a rendere maggiormente partecipe chi ne fruisce, portandolo all’interno di una dimensione astratta e che è lontana da quella in cui il contenuto viene fruito.

realtà virtuale risorse umaneUtilizzare le tecnologie della realtà virtuale nell’ambito delle Risorse Umane, e quindi nelle fasi di recruiting, nei colloqui e nei processi di assunzione, vuol dire stimolare un maggior coinvolgimento nei confronti di tutti gli attori coinvolti. La realtà virtuale può essere applicata durante conferenze, meeting, presentazioni, performance review, attività di brainstorming e team building/social events per promuovere la comunicazione, nonché l’orientamento all’innovazione.

L’area più rilevante di applicazione della realtà virtuale è l’apprendimento, nel quale i risultati sono tangibili e prolungati nel corso del tempo. Le aziende che credono all’innovazione sfruttando la tecnologia della realtà virtuale nell’ambito delle risorse umane, riescono a dare vita alla propria dotazione o si avvalgono di società esterne.

Realtà virtuale per i colloqui di lavoro

Attraverso la realtà virtuale, ad oggi è possibile intervenire anche sui propri dipendenti. I mezzi tecnologici sono in grado di assicurare un approccio rivoluzionario sia nell’ambito del reclutamento che del training delle risorse umane. Basti pensare ad esempio all’azienda KFC che utilizza un gioco di realtà virtuale per insegnare al proprio personale come cucinare al meglio il pollo fritto. Inoltre, considerando che molte aziende propongono la VR ai propri dipendenti, nonostante le tecnologie continueranno a svilupparsi a ritmo sostenuto, è possibile che sempre più imprenditori scelgano la VR per ottimizzare la selezione e la formazione delle proprie risorse umane.

Tornando al recruiting, secondo recenti studi è emerso che un colloquio di lavoro tradizionale non trasmette realmente un’idea del possibile rendimento professionale del candidato che si ha davanti.  Spesso accade, infatti, che se l’intervistato si presenta al colloquio con una serie di risposte già preparate, l’intervistatore potrebbe rischiare di orientare la propria scelta verso il candidato che gli somiglia di più, piuttosto che su quello che dimostra di possedere maggiori competenze.

Ad “ostacolare” il colloquio tradizionale sono, tuttavia, le cosiddette distorsioni cognitive che, nel 42% dei casi, influiscono sulla selezione del personale partendo da categorie mentali precostituite. La similarity bias è la più frequente tra queste distorsioni e consiste nella tendenza a ritenere migliori le persone che vediamo più simili a noi, piuttosto che valutare in maniera oggettiva le reali abilità della persona con la quale ci confrontiamo. Altro aspetto interessante è quello che emerge da una ricerca di LinkedIn che ha coinvolto circa 9.000 selezionatori del personale. Dallo studio, inoltre, sono emerse tre nuove tecniche di recruiting nell’ambito delle Risorse Umane tra cui:

  • Assessment supportati dalla realtà virtuale, una tecnica attraverso la quale è possibile valutare in maniera specifica le abilità dei candidati;
  • Audizioni di lavoro, durante le quali le aziende valutano le competenze dei candidati in diretta;
  • Interviste in contesti informali, che si svolgono generalmente durante i pasti. Si tratta di un contesto nel quale candidato e selezionatore si sentono maggiormente a proprio agio rispetto ad un contesto formale.

Nell’ambito delle risorse umane, è evidente come la fase di recruiting si stia avvalendo di strumenti che vanno a favore sia delle aziende che dei candidati che, in tal senso, vengono sottoposti a un processo di selezione in maniera oggettiva.

Formazione basata sulla realtà virtuale

La realtà virtuale può essere definita perfino immersiva quando ci si addentra in un ambiente di apprendimento attivo a 360 gradi. In questo modo, si fa uso di immagini e suoni che dissolvono la barriera tra virtuale e reale. Per quanto riguarda la gestione delle risorse umane, la realtà virtuale si rivela fondamentale soprattutto quando è necessario simulare situazioni complesse, come il lavoro in contesti critici.

Un valido esempio di corso di formazione professionale attraverso la realtà virtuale può essere considerato quello di Walmart, la più grande catena di Gdo al mondo che ha avviato un programma di “virtual training” negli Stati Uniti. Si tratta di un impegno che ha generato 17mila cuffie Oculus Go (visore per la realtà virtuale) presso i negozi, attraverso cui i dipendenti hanno avuto accesso alla stessa formazione dei propri manager e responsabili di reparto.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, è possibile citare anche l’esempio di Tyson Foods, colosso americano del settore alimentare, che ha adottato un approccio specifico rivolto alla formazione sulla sicurezza e sulla consapevolezza dei rischi. L’intento era quello ridurre il numero di infortuni del 15%. Tyson, infatti, ha riscontrato una diminuzione superiore al 20% di infortuni e malattie rispetto all’anno precedente. L’efficacia dell’apprendimento, grazie alla realtà virtuale, cresce di pari passo con la maggior parte delle esperienze formative. Il tutto attraverso l’impatto emotivo e l’immersione completa della persona nell’ambiente di addestramento.

Autore: Angela Menna

 

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