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Negli ultimi anni, nei contesti aziendali, si sente spesso parlare di Gamification, ma pochi sanno davvero che significato abbia nel marketing. Per spiegare cos’è la Gamification, occorre fare una precisazione, o meglio partire da cosa non è. E’ opinione comune considerarla come l’insieme di mobile games per fare pubblicità o come una strategia di branding digitale. Una definizione che, però, non ha nulla a che vedere con il significato reale della Gamification.

gamification formazioneAndando più a fondo, la Gamification può essere definita come l’insieme di processi e risorse dei mobile games che vengono utilizzate nei contesti non ludici, come siti web o applicazioni di impresa, con l’obiettivo di stimolare un comportamento specifico negli utenti e aumentare l’interazione. Il tutto attraverso tecniche che in passato venivano attribuite solo ai giochi mobile: punteggi, ricompense, competizioni con altri utenti, livelli.

Tuttavia, quali sono i benefici che la Gamification, intesa come strategia marketing, è in grado di apportare alle imprese? Eccone alcuni:

  • Engagement. Una corretta pianificazione della Gamification può favorire l’interazione degli utenti. Le ricompense rappresentano un valore aggiunto e determinano la creazione di un sentimento positivo nei confronti del brand.
  • Coinvolgimento. La competizione è stimolante. Coinvolgere gli utenti nel raggiungimento di un obiettivo produce un sentimento di trionfo nei loro confronti.
  • Conoscenza degli utenti. In un contesto organizzativo, le interazioni con gli utenti aiutano a segmentare i differenti target, verificare quelli che sono i più attivi e produrre offerte personalizzate.
  • La percezione della marca. Avvalersi di efficaci strategie di Gamification garantisce una migliore percezione del brand, come innovatore da parte degli utenti e un punto di riferimento per loro.

Strategie di Gamification

Per comprendere al meglio come funziona la Gamification, possiamo considerare alcune strategie aziendali. Basti pensare a Tesco, la nota catena di generi alimentari britannica, che ha elaborato una strategia incentrata sull’ uso della Realtà Aumentata nei suoi volantini e prodotti del negozio attraverso una propria app.

Attraverso uno scanner sulle etichette o gli elementi indicati nel volantino, i clienti possono avere maggiori informazioni sul prodotto prima dell’acquisto, effettuare compere in rete, ma anche conoscere giochi interattivi e ottenere ricompense. Un altro esempio di Gamification è quello lanciato da Fanta, che durante la scorsa estate, ha avviato una campagna per introdurre un nuovo gusto della famosa bibita.

HR Gamification

Un insieme di elementi e principi mutuati dai giochi e dal game design nel management delle Risorse Umane. È così che può essere definito l’HR Gamification. Tali elementi rappresentano strumenti in grado di supportare i processi aziendali. Fare riferimento ai principi del gioco in contesti di business può soltanto apportare vantaggi nella gestione dei processi aziendali.

Tra questi possiamo considerare i seguenti benefici:

  • Recruitment e talent attraction;
  • Induction dei nuovi assunti ed engagement dei senior;
  • Review delle performance;
  • Training on the job.

Ogni singolo processo elencato merita di essere approfondito. Quando si parla di Recruiting, oggi, si indica l’intero processo di selezione, che va dal colloquio con il candidato al suo potenziale inserimento in azienda.

Allo stesso tempo, chi si occupa di selezione deve essere in grado di ricercare dei talenti, anche se nei giovani non sono ancora espressi. I responsabili HR propongono percorsi di crescita sia nell’ambito della formazione che della carriera, affinchè possano rappresentare dei punti di riferimento per chi ha appena iniziato a lavorare.

Anche la retention, ovvero il mantenere i dipendenti in azienda, è un passaggio particolarmente importante. Un valido percorso di “induction” si rivela indispensabile soprattutto per il successo dell’azienda, in quanto è in grado di trasferire la cultura di impresa.

Le aziende all’avanguardia utilizzano, inoltre, strumenti come la people satisfaction survey e gli assessment nei confronti dei dipendenti over 55. L’obiettivo è di conoscere meglio le loro caratteristiche ed esigenze, per identificare quelli che emergono come senior talent, proprio per la capacità di mantenere la propria employability e per motivazione.

Anche la revisione delle prestazioni non può essere sottovalutata. Si tratta di una valutazione formale in cui i Manager verificano le prestazioni lavorative di un dipendente, individuano i punti di forza e di debolezza, offrono feedback e stabiliscono obiettivi per le prestazioni future. Ad oggi, per essere maggiormente competitivi sul mercato del lavoro, molte aziende stanno adottando un sistema di gestione delle prestazioni di feedback frequente in cui i manager effettuano revisioni trimestrali, mensili o persino settimanali.

In azienda, occorre dare valore anche alla formazione in affiancamento, che avviene proprio quando in un gruppo di lavoro vengono inseriti uno o più esperti con competenze specifiche rilevanti per il progetto. Fare formazione in affiancamento con una persona esperta significa sperimentare una delle tipologie di apprendimento più efficaci. In questo modo, quanto appreso viene subito messo in pratica.

Il processo di apprendimento è legato molto alla figura dell’esperto. Oltre ad essere competente, l’esperto deve essere anche un buon comunicatore, altrimenti si rischia di trasferire le informazioni in maniera incompleta. Interagire con il personale vuole dire, quindi, migliorare i processi di formazione, supportare le selezioni, coinvolgere i dipendenti attraverso una serie di sfide, traguardi, vittorie e premi.

In questo modo, viene assicurato il potenziamento delle performance e del ROI (Return On Investment) aziendale. Anche l’aspetto sperimentale e simulativo ha dei risvolti positivi nei contesti organizzativi, in quanto consente di prevenire le problematiche aziendali, assicurando percorsi di apprendimento esperienziali.

Autore: Angela Menna

 

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