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Per aumentare la produttività e assumere un ruolo di rilievo rispetto alla concorrenza, le aziende devono avvalersi di alcuni espedienti. Ma quali sono gli elementi che rendono un’azienda maggiormente competitiva dalle altre? L’Employer Branding ne è un esempio.

Cos’è l’Employer Branding

Si tratta di un insieme di attributi e qualità che definisce l’identità dell’organizzazione come luogo di lavoro, mettendo in risalto le caratteristiche distintive rispetto ai propri competitors. L’Employer Branding consiste, quindi, in una specifica strategia di marketing e comunicazione che rende l’azienda attrattiva agli occhi dei potenziali candidati, dei dipendenti attuali e degli stessi clienti. Una valida strategia di Employer Branding offre tutta una serie di vantaggi.

Tra questi, possiamo considerare i seguenti:

  • Trasmissione efficace di dati utili su cultura, valori aziendali e benefits;
  • Aumento del traffico sulla pagina aziendale nella sezione dedicata alle offerte di lavoro;
  • Engagement dei talenti disponibili nel mercato del lavoro mediante community online;
  • Rafforzamento della visibilità dell’azienda;
  • Potenziamento delle strategie di social recruiting;
  • Maggiore attenzione sul processo di reclutamento.

Cos’è il Recruiting Digitale

La ricerca del personale digitale ha avuto inizio con l’avvento dei siti di annunci di lavoro online, che hanno permesso alle persone di candidarsi alle offerte di lavoro con un semplice click. Il recruiting digitale non è altro che una nuova modalità di selezione del personale, che rispetto ai mezzi tradizionali per la ricerca dei candidati, offre gli strumenti del web per estendere il suo raggio d’azione.

Ad oggi, il recruiting digitale è ampiamente utilizzato dalle HR, che utilizzano i canali social per trovare personale qualificato. Il loro compito è di riuscire a identificare i profili dei candidati sotto il profilo non solo di competenze acquisite durante il proprio percorso lavorativo, ma anche secondo un’ottica di creatività e intraprendenza.

Inoltre, i candidati presenti sul web dovranno sapere adottare tutta una serie di strategie innovative per poter catturare l’attenzione dei Recruiter. Ad essere cambiato non è solamente il modo di lavorare, bensì anche gli strumenti preposti allo svolgimento di un’operazione e, di conseguenza, anche il tempo impiegato per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il recruiting digitale è sempre più vicino al mondo del marketing e della comunicazione e questo grazie anche ai nuovi mezzi tecnologici che hanno notevolmente influenzato il processo di reclutamento. Basti pensare, ad esempio, al risparmio di tempo ottenuto con l’utilizzo di strumenti come il video colloquio o i social network. Si tratta di modalità di recruiting digitale particolarmente vantaggiose per le aziende grazie all’ottimizzazione di costi e tempi.

Social per fare Employer Branding

Fare Employer Branding significa garantire anche una certa presenza sui social, un requisito molto importante per riuscire ad attrarre le generazioni digitali più giovani. Considerando che un valido processo di recruiting digitale deve essere orientato alle esigenze dei giovani che, ad oggi, trascorrono molte ore al giorno sui social, i principali canali per fare Employer Branding sono i seguenti:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Instragram
  • Twitter
  • Youtube
  • Snapchat

Attrarre la Generazione Z

Per riuscire in maniera efficace a far esprimere il potenziale dei nativi digitali, occorre, innanzitutto, l’investimento nelle nuove tecnologie. È quanto dimostra una recente indagine condotta dalla Varkey Foundation di Londra, secondo cui l’84% degli esponenti della Generazione Z considera il digitale uno strumento in grado di costruire un futuro migliore.

Appartenere alla Generazione Z vuol dire essere nati proprio quando le odierne tecnologie erano già diffuse. Queste persone sono state abituate fin da piccole ad utilizzare diversi dispositivi, come smartphone o tablets. Rispetto ai Millennials, che hanno iniziato ad utilizzare queste tecnologie in età adolescenziale, i membri della Generazione Z hanno imparato a farne uso fin dalla più tenera età.

Essere flessibili alle nuove modalità offerte dall’Employer Branding non basta. I membri della Generazione Z tendono a lavorare e a vivere a un ritmo veloce, senza trascurare però salute e benessere psicofisico. Si tratta, quindi, di un’esigenza che le aziende non dovrebbero trascurare. Questo perché, attraverso benefits in grado di ridurre lo stress e la monotonia dei dipendenti, un’impresa può attrarre i nativi digitali.

Oltre a individuare le continue sfide del recruiting digitale, favorire il rapporto tra la Generazione Z e i Millennials può essere considerato solo un valore aggiunto per le imprese. A sostenerlo è Ralph Moore, professore di economia alla McGill University di Montreal, secondo cui il 77% degli appartenenti alla Generazione Z, ha la necessità di ricevere consigli lavorativi da manager fra i 25 e i 40 anni, piuttosto che da dirigenti over 50. La collaborazione dei Millennials, unitamente ad una mentalità orientata al successo dei nativi digitali, secondo lo studioso generazionale David Stillman, autore di “Gen Z @ Work”, è l’elemento chiave per raggiungere il successo delle aziende.

Anche la sostenibilità è una delle tematiche a cui la Generazione Z è molto sensibile, un aspetto attuale che influenza la scelta dell’azienda per la quale lavorare. Oltre ad un’efficace strategia di Employer Branding e di recruiting digitale, attirare un nuovo talento, significa, insomma, per le aziende accogliere e condividere progetti di responsabilità sociale e ambientale.

Autore: Angela Menna

 

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